Due parole a proposito di un libro che ci è piaciuto molto.

Olivetti, Cassina, Brionvega, Minerva, Domus, Rosenthal, Fuji, Vitra, Artemide, Fiat. Ed altri. Mario Bellini ha contribuito profondamente alla stesura di una buona parte del design italiano della seconda parte del 1900. Riuscendo a concepire, a partire dagli anni ’60, degli oggetti che non solo sono dei capolavori del design (industriale e d’interni), giustamente esposte nei musei d’arte moderna, ma che potrebbero benissimo andare oltre il tempo in cui sono stati disegnati e definirsi, oggi, perfettamente contemporanei. Alcuni, addirittura, far parte del nostro futuro.

In questo volume immersivo, Enrico Morteo, collaboratore di Bellini dal 1985 al ’91 come editorialista della rivista Domus, permette al lettore di tuffarsi fra oggetti straordinariamente lineari, essenziali, affascinanti, attraenti. Il fascino e l’attrazione sono spesso inspiegabili, nascondono una forza bruta che agisce sull’inconscio, accendendone le passioni ed il desiderio.

Come abbia fatto Mario Bellini a caricare i frutti del suo lavoro di una forza di seduzione così potente è, certo, un mistero. Quello che è sicuro è che questi insiemi di vetro, legno, plastica o tessuto sanno farsi desiderare, scatenando un desiderio di possesso, messo a freno forse soltanto dalla rispettosa ammirazione che essi stessi sanno generare.

Questo dell’editrice Phaidon è un volume da non perdere, perché attraverso le sue pagine, ci si può lasciar trasportare in un viaggio nel tempo tra curve seducenti e linee rette razionali, tra il calore del cuoi e la freddezza del metallo, tra la trasparenza del vetro e la morbida e colorata opacità della plastica. E non si tratta solo di un viaggio nel tempo diretto nel passato; bensì rivolto, molto più spesso di quanto si possa immaginare, verso il futuro.