Il coronavirus ha accelerato la digitalizzazione del lavoro e della didattica. Adesso più che mai è importante avere gli strumenti adatti a facilitare la comunicazione digitale.

In un articolo precedente abbiamo già parlato di come il font sia fondamentale per la comunicazione visiva. Diversi font suscitano diverse emozioni, ma non solo, alcuni font sono più fruibili per lo studio perché più facili e veloci da leggere.

Un buon esempio l’ha dato l’Università della Tuscia di Viterbo, che ha acquisito la licenza d’uso del font EasyReading® Dyslexia Friendly, un carattere tipografico ad alta leggibilità, che aiuta a superare le barriere di lettura anche per chi è dislessico. In questo caso l’attenzione è stata posta non solo sulla disponibilità della cultura nel mondo digitale, ma anche sulla sua accessibilità ed i suoi vantaggi.

Lo sa bene anche il designer Daniel Britton, che per cercare di spiegare alle persone la propria difficoltà di apprendimento, ha deciso di realizzare il progetto Dyslexic Typeface: un font che tenta di mostrare come vengono percepite le lettere da chi è dislessico, privandole di alcune parti fondamentali della loro struttura e mischiandole tra di loro. Leggere le frasi scritte con questi caratteri non è impossibile, ma la lettura è rallentata e richiede uno sforzo maggiore.

La dislessia è più comune di quel che si possa pensare. Tra i numerosi personaggi famosi a cui è stata diagnosticata una forma di dislessia figura anche Steve Jobs. Non a caso Apple si è sempre distinta per l’accessibilità per fasce d’utenza con disturbi di vario tipo. Su iOS è possibile selezionare un font specifico per la dislessia, OpenDyslexic. Il carattere ora è disponibile in tutti gli applicativi che supportano i font di sistema, come Pages.

Anche per quanto riguarda gli eBook, esistono app come Kindle che offrono la possibilità di regolare e cambiare il font. Questo è un grande vantaggio esclusivo del digitale, che le persone con difficoltà possono sfruttare per leggere i loro libri preferiti con più facilità.

Per essere ad alta leggibilità, un font deve differenziare le lettere speculari e la spaziatura tra le lettere e le parole dev’essere più ampia del normale. Questi accorgimenti prevengono l’effetto di affollamento fra caratteri e parole. Alcuni font hanno linee più spesse in alcune parti, altri inclinano le lettere mentre altri ancora realizzano le bacchette di “b, d, p, q ” in lunghezze differenti. In ogni caso il risultato è quello di eliminare ogni ambiguità formale.

Oltre al font, anche altri accorgimenti agevolano la lettura. La spaziatura dei paragrafi rende la pagina più snella e da dei “traguardi di lettura” più facilmente raggiungibili. L’utilizzo di uno sfondo non bianco invece stanca di meno la vista.