Verso la fine del 2019, Google ha annunciato l’arrivo in 70 paesi del nuovo aggiornamento Google Bert. Servirà a comprendere meglio il significato delle richieste che scriviamo quando eseguiamo una ricerca online.

Il termine “Bert” deriva da “Bidirectional Encoder Representations from Transformers”. Il sistema funziona tramite una rete neurale artificiale, un modello al computer che imita il più possibile il funzionamento dei neuroni e il modo in cui comunicano tra loro. In pratica, Google Bert agisce sugli algoritmi affinché comprendano in modo più efficace il linguaggio naturale dell’uomo.

Il cambiamento influirà su circa il 10% dei risultati. Google dice che con il nuovo sistema potrà offrire un servizio migliore, soprattutto quando vengono utilizzate intere frasi come chiavi di ricerca.

In questo esempio proposto da Google la ricerca riguarda “2019 viaggiatore brasiliano verso gli Stati Uniti ha bisogno del visto”. La parola “to” (che indica “verso”) e la relazione che detiene con le altre parole presenti nella ricerca, indica che è una persona brasiliana a voler viaggiare negli USA, e non viceversa. In precedenza, gli algoritmi di Google non comprendevano l’importanza della connessione tra “to” e le altre parole, presentando risultati inerenti ai viaggiatori degli USA che vogliono soggiornare in Brasile. Grazie a Bert, il motore di ricerca è in grado di comprendere l’intero significato di una frase e, quindi, mostrare risultati più pertinenti.

Un altro esempio riguarda la richiesta: “Puoi ritirare un medicinale per qualcun altro in farmacia”. Il vecchio sistema avrebbe fornito risultati generici su come si ritirano i farmaci con prescrizione. Il nuovo sistema invece riesce a comprendere l’importanza di “qualcun altro” nella frase, e di conseguenza fornisce i risultati su come si debba fare per ritirare il medicinale vendibile solo con ricetta per conto di un’altra persona.

Bert inoltre potrà essere molto utile per le ricerche con Google Assistant, dato che favorirà un linguaggio più reale, creando così un’interazione più naturale tra l’utente e l’assistente vocale. Questo aspetto non è da sottovalutare dato che Secondo alcune statistiche riportate da dialogtech.com, il 65% degli utenti tra i 25 e i 49 anni parla al dispositivo almeno una volta al giorno. E i numeri non si discostano di molto nemmeno nelle altre fasce d’età.

Google non ha fornito molte altre informazioni sulle modifiche ai sistemi che fanno funzionare il suo motore di ricerca. In questo modo Google ritiene che sia più difficile che alcuni gestori di siti si avvantaggino sui concorrenti, cercando di prevalere senza offrire contenuti di qualità. Google modifica periodicamente i propri algoritmi, inserendo correzioni e aggiustamenti che non sempre vengono annunciati e talvolta passano inosservati. La società ha però spiegato che in questo caso la novità è più significativa di altre e che può essere considerata una delle più grandi da quando esiste.