Il Marketing Emozionale è una strategia di che fa leva sulle emozioni per portare gli individui all’acquisto di un bene o servizio.

Non ce ne rendiamo conto, ma la maggior parte delle nostre scelte di consumo sono dettate dalle nostre emozioni. Una ricerca stima che soltanto il 5% delle nostre decisioni d’acquisto sia legata esclusivamente ad una scelta razionale. Questi dati però non devono spaventarci, perché in ogni scelta che operano gli individui c’è una collaborazione tra emozioni e ragione. In quest’ottica, il marketing emozionale cerca di far leva sul nostro inconscio.

Le emozioni rispetto alla ragione sono più istintive, immediate e molto spesso ci lasciano dei ricordi indelebili. L‘Emotional Marketing ha lo scopo di risvegliare alcune emozioni nelle persone, in grado di lasciare un’impronta indelebile. L’obiettivo è creare buon ricordo, che sia in grado di stabilire un vero rapporto affettivo tra il brand o il produttore e il cliente.

Quali sono le emozioni che innescano gli acquisti?

Le emozioni, dunque, ci spronano a decidere e ci spingono ad agire. Ecco le principali emozioni che sono state individuate come motore per portare gli individui a fare acquisti.

1. Paura

La paura è un’emozione potentissima e viene usata nel marketing emozionale in due modi: svelando al consumatore che tale bene e servizio può aiutarlo a risolvere un problema, oppure facendo leva sul concetto di scarsità. Quest’ultima declinazione viene applicata in moltissimi sistemi: su Booking viene mostrato il numero di persone interessate alla tua stessa stanza di Hotel, invece su Amazon è reso esplicito che restano -ad esempio – solo 2 prodotti di un certo genere.
Oltre alla paura, si può far leva anche sul senso di colpa (“Durante le feste natalizie hai messo su qualche chilo di troppo? Fatti seguire dalla nostra nutrizionista e tornerai in forma)”.

2. Fiducia

La fiducia è basilare nel processo di acquisto. Si può fidelizzare un cliente proponendogli degli sconti, una prova gratuita del prodotto o servizio oppure facendo leva su ciò che dicono i tuoi clienti. Le recensioni sono un buon modo per aumentare la fiducia, Trip Advisor è un sistema che si basa principalmente sulle recensioni degli utenti (bisogna essere consapevoli che possono risultare un’arma a doppio taglio, perché non sempre le recensioni sono positive).

3. Bisogno di appartenenza

Il senso di appartenenza è un bisogno primordiale dell’individuo. Da sempre le persone si sono riunite in gruppi per sentirsi accettate e protette. Oggi molti brand fanno leva sulla costruzione di una community, in modo da permettere ai propri clienti di sentirsi partecipi e coinvolti all’interno di un gruppo che condivide gli stessi gusti e le stesse passioni.

4. La gratificazione dell’immediatezza

Oggi, soprattutto grazie alle possibilità del digitale, siamo portati a volere tutto subito. L’immediatezza è un’arma da sfruttare, in modo da gratificare il cliente, accrescere la sua fiducia in noi e farlo sentire ascoltato. Un esempio è ancora una volta Amazon, con il suo servizio Prime (“Vuoi il tuo libro? Potrai averlo in sole 24 ore“).

5. Valore e voglia di apparire

Il valore di un prodotto non è quasi mai dato dal valore monetario effettivo, ma dal valore che gli attribuiamo noi. É fondamentale far capire ai propri clienti che ciò che stanno acquistando è di valore, perché di tendenza o magari si tratta di un prodotto ricercato. In questo caso la tendenza è di utilizzare strategie come quella della promozione riservata al cliente in modo da farlo sentire speciale e fargli capire che sta facendo un vero affare.
Al concetto di valore si lega spesso il desiderio di apparire, di fare tendenza, di essere sempre un passo avanti agli altri. Questa può essere una forte spinta emotiva all’acquisto.

Emozionare è un modo molto efficace per portare le persone all’acquisto. Bisogna però saperlo fare in modo intelligente ed efficace.