Con l’arrivo della tecnologia digitale ci fu un grande cambiamento nel design dei loghi NBA. Essi infatti, inizialmente erano disegnati a mano libera, e soprattutto nei primi anni, rappresentavano spesso dei personaggi simili a quelli dei cartoni animati, sostituiti poi da design più curati. Negli anni ’90, con l’arrivo di programmi come Photoshop e Illustrator, effetti come 3D, ombre e sfumature di colore diventarono più facili da ottenere. In questo periodo ci fu anche l’arrivo del nuovo commissioner NBA David Stern, che assunse direttori creativi per rafforzare l’immagine del brand e modificare il design di moltissime squadre. Questo periodo corrisponde anche a quello della globalizzazione della lega, con l’impatto di Michael Jordan ed il “Dream Team” USA delle olimpiadi di Barcellona 1992.

Era iniziata l’era dei loghi appariscenti in NBA. Al giorno d’oggi si tende a favorire la semplicità, arrivando quasi ad uno standard che potrebbe risultare addirittura noioso per alcuni. Negli anni ’90 invece, fino alla parte iniziale degli anni 2000 la moda era praticamente l’opposto.

I grossi cambiamenti avvenuti in alcune squadre

Golden State Warriors
Tramite la digitalizzazione alcuni team hanno completamente rinnovato la loro identità, i Golden State Warriors ne sono una dimostrazione eclatante:
Possiamo vedere come siano passati dalle iconiche figure locali del Golden Gate Bridge e della California, al personaggio di un “guerriero futuristico”, che divise l’opinione dei fan. Ritornarono sui propri passi solo nel 2010, prendendo ispirazione addirittura dal primo logo di fine anni ’60, ma raffigurando il nuovo Bay Bridge.


Detroit Pistons
Hanno avuto un percorso simile. Sin dagli anni ’60 adottarono diversi loghi in stile minimal come piacciono molto ai giorni nostri. Con l’arrivo della grafica digitale tuttavia, dal 1997 si utilizzò come stemma un appariscente cavallo fiammeggiante. Nel 2005, decisero per optare al ritorno di un logo con radici più storiche. Ulteriormente semplificato nel 2017, ora adotta un design molto simile a quello anni ’80.


Milwaukee Bucks
In questo periodo di innovazione cambiarono immagine per la prima volta in assoluto dalla loro fondazione. L’allegro cervo con la palla rotante che accompagnò la squadra al loro unico titolo, dopo ben ventiquattro anni venne sostituito. Arrivò un cervo più serio ed imponente, che con piccole modifiche rimase per molti anni, prima del restyling completo avvenuto recentemente.


San Antonio Spurs
Addirittura loro “subirono” l’influenza di quest’ondata di loghi appariscenti. Passarono dal nero/grigio a dei colori pastello per un decennio, per poi ritornare ai classici colori scuri.


Denver Nuggets
Una delle poche squadre ad essere passate da un logo molto vistoso ad uno più sobrio negli anni ’90:
Sostituirono l’appariscente semicerchio multicolor in stile Tetris, per passare al picco stilizzato di una montagna, che con qualche piccola modifica cromatica durò fino al 2018.


In questo periodo di forte cambiamento ed incremento di popolarità della lega a livello globale, la “follia creativa” è risultata in alcune creazioni da alcuni ritenute discutibili, ma ha anche dato luce a loghi rimasti iconici e vicini al cuore dei fan come il dinosauro dei Raptors, il lupo dei Timbervolwes, lo stemma stellato dei Magic e tanti altri.