Tendiamo a pensare al cloud come una cosa astratta, non tangibile, ma i server hanno un impatto sull’ambiente. Le aziende stanno lavorando alla soluzione.

I servizi cloud (letteralmente nuvola) sono fisicamente contenuti in dei server locati in numerosi data center. Il consumo di energia per il mantenimento e raffreddamento dei server lascia una carbon footprint, cioè dei gas inquinanti che contribuiscono all’effetto serra.

Percepiamo come reali cose tipo DVD, libri e smartphone, eppure anche se non ci sembra, pure servizi come Spotify, Netflix e Gmail lo sono, dato che occupano uno spazio fisico reale, anche se non lo vediamo.

Data center Google

I benefici ambientali del cloud

Risparmio energetico

Il primo vantaggio è che il loro dispendio di energie è molto efficiente. Mentre i server interni alle aziende hanno bisogno di molta energia per lavorare anche quando non vengono sfruttati al massimo, i server nei data center gestiscono meglio le risorse tramite strutture, sistemi di raffreddamento e attrezzature di alto livello ottimizzate in base al carico di lavoro, risultando in un risparmio di energia medio dell’84%.

Risparmio di carta

Gli uffici tradizionali usano uno spropositato quantitativo di carta. Questo non solo è poco efficiente rispetto ai sistemi digitali, ma ha un impatto sull’ambiente sia in termini di produzione che di inquinamento dovuto agli scarti. Utilizzare meno carta permetterebbe ad una impresa di risparmiare soldi, ridurre l’impatto ambientale e beneficiare dei servizi cloud per aumentare la propria produttività.

Data center Equinix in California

Gli effetti negativi del cloud sull’ambiente

Il principale impatto negativo deriva dal consumo di elettricità necessario a mantenere e far funzionare data center molto estesi. Questi stabilimenti possono contenere migliaia di server, accesi 24 ore su 24 per assicurare l’accesso ai clienti in qualsiasi momento. In più sono necessari grandi sistemi di raffreddamento per contrastare il continuo calore generato.

Rendere il cloud più green

Molte grandi compagnie si stanno impegnando per diventare più eco-friendly.

Google ha dichiarato il suo impegno a usare le sue risorse per creare stabilimenti con tecnologie intelligenti che usano il 50% in meno di energia rispetto alla media. Oltre ad aver fatto grossi investimenti in progetti di energia rinnovabile.

I data center Amazon sono sostenuti da energia eolica e solare utilizzata oltre al 50% del totale nel 2018. In futuro puntano di arrivare a utilizzare il 100% di energia rinnovabile.

Microsoft è stata una delle prime aziende a preoccuparsi dell’inquinamento ambientale, riducendo le emissioni nocive sin dal 2007, arrivando a usare solamente fonti rinnovabili dal 2014.

I servizi in cloud permettono di orientare il mercato sull’offerta di servizi che danno al cliente sempre più possibilità dal lato software, alle volte anche con hardware datati (come già spiegato nel nostro articolo sull’obsolescenza programmata). I produttori più importanti promettono di fare grandi passi avanti per l’ambiente. Se questa è la direzione che si vuole continuare a sviluppare ed intraprendere, la comunicazione e il marketing di tali servizi dovranno saper valorizzare al meglio l’efficienza e sostenibilità di tali soluzioni, sperando che in futuro verranno implementati servizi cloud sempre più green.