Fin dal medioevo, i simboli venivano ideati per gli stemmi di battaglia dei cavalieri. Successivamente gli stati ed i regni cominciarono ad utilizzarli, creando i classici emblemi a forma di scudo che ancora oggi vediamo in vari comuni ed istituzioni.

Questi simboli storici, col tempo si sono evoluti ed ampliati, diventando loghi di aziende e prodotti che tutti conosciamo. Per quanto belli possano essere, i loghi ideati molti anni fa, sopratutto prima dell’avvento di internet, non sono molto adatti all’epoca moderna. Per essere efficace sul web e su ogni tipo di prodotto, un logo dovrebbe essere pulito e semplice, in modo da essere versatile, duraturo e riconoscibile istantaneamente.

Dalla sua ideazione ad oggi, il design dell’iconico logo della Nike è rimasto praticamente invariato. Infatti nonostante sia stato creato nel 1971, può essere piazzato su diversi prodotti, con diverse texture, colori e dimensioni. Dunque, la sua semplicità lo rende riconoscibile, moderno ed appropriato in svariati contesti.

Il fondatore Phil Knight avviò l’attività vendendo i primi prodotti dal retro del suo furgoncino, per poi aprire un negozio chiamato “Blue Ribbon Sports”. Inizialmente l’azienda rivendeva scarpe sportive importate dal Giappone, dalla compagnia Tiger che sarebbe poi diventata la Asics. Tuttavia Phil decise che gli servivano un nome e logo per per fondare una nuova azienda.

Nel 1971 Phil incontrò là studentessa Carolyn Davidson, a cui chiese di inventare un logo con queste caratteristiche: dinamismo, facilità nel posizionamento sulle scarpe e che fosse diverso da quelli di altri brand conosciuti. Carolyn fu pagata solo 35 dollari per la creazione del logo.

Il baffo della Nike, nella sua essenzialità, doveva rappresentare un’ala, simbolo della dea greca della vittoria (Nike, appunto) e di movimento. Knight inizialmente non era molto entusiasta del logo proposto ma si fece convincere ad utilizzarlo. Successivamente, nel 1983, considerando il contributo del logo alla crescita della Nike, la compagnia organizzò una festa a sorpresa per Carolyn, dove il presidente Knight le diede un anello d’oro con incastonato uno swoosh di diamanti e 500 azioni dell’azienda.

Questo logo così diverso rispetto agli altri dei suoi tempi, come molte cose innovative all’inizio non ha convinto tutti, ma col passare del tempo è diventato un simbolo inseparabile dall’immagine dell’azienda. Così iconico da avere un nome tutto suo separato da quello della compagnia: swoosh. Non necessita neanche del nome della compagnia associato ad esso per essere riconosciuto.