Spotify ci “ascolta” molto più di quanto pensiamo

Abbiamo tutti la nostra band del cuore o un cantante preferito che ascoltiamo in continuazione e di cui conosciamo i pezzi a memoria. Ma durante un lungo viaggio in auto, mentre cantiamo a squarciagola, può capitare di aver voglia di cambiare un po’ e mettere una playlist creata da Spotify, perché sappiamo che ci consiglia sempre qualcosa che ci piace.
Come fa Spotify a conoscere così bene i nostri gusti?
Dietro a quelle playlist da 30 brani si nasconde un sistema di raccomandazioni che è molto attento ai nostri gusti musicali. La tecnologie molto sviluppata di Spotify affida la creazione delle nostre playlist a ben tre sistemi di intelligenza artificiale, i quali si occupano di:

  • identificare i brani più simili tra loro e di dare consigli in base ai nostri ascolti;
  • analizzare i commenti riguardanti brani o artisti, in modo da trarne una descrizione dettagliata e riuscire a categorizzare meglio le canzoni;
  • suggerire brani in base alle somiglianze tra noi e altri utenti di Spotify.

Modificare l’algoritmo. È possibile?

Il sistema di raccomandazioni di Spotify è così efficiente che potremmo anche decidere di affidarci definitivamente a lui senza doverci più preoccupare di cercare nuovi brani o artisti che potrebbero interessarci.
Ma cosa capita se vogliamo cambiare genere musicale e ricercare qualcosa completamente diverso dal solito?
Il sistema non è progettato per capire quando abbiamo tali intenzioni, quindi l’unica soluzione sta nella nostra capacità di “aggirare il sistema” iniziando a ascoltare brani su nostra scelta personale e senza affidarsi ai consigli di Spotify. Anche se ci può volere diverso tempo, si trova comunque un modo per “adattare” l’algoritmo alle nostre nuove preferenze.

Prospettive future: rilevazioni delle emozioni

Ad oggi i sistemi di raccomandazioni utilizzati da Spotify sono molto efficienti e affidabili.
Quali innovazioni dobbiamo aspettarci per un domani?
Se ne sta nuovamente parlando in questi giorni e non sembra del tutto irrealistico che i sistemi di Intelligenza Artificiali utilizzati dalle piattaforme musicali diventino in grado, grazie all’utilizzo di sensori, di comprendere il nostro stato d’animo e di consigliarci la musica più adatta al nostro umore del momento. Quando questo sarà applicabile segnerà sicuramente un grande passo avanti per queste piattaforme musicali e non dovremo più preoccuparci di cercare una playlist di che segua il nostro mood.